Scuter, avanti tutta!

© Marco Ghezzi – Fabrizio Tiriolo | Di Scuter ne avevamo già parlato lo scorso dicembre, con una bella prova sul campo, quando questa innovativa start up muoveva i primissimi e orgogliosi chilometri nella città di Milano, proponendo una soluzione di mobilità condivisa che ci sembrava piuttosto convincente. Oggi, a distanza di neanche un anno, Scuter passa dalla sperimentazione sul campo alla fase di crescita industriale. Chiudendo un round Seed da 3,5 milioni di euro con svariati investitori, si prepara ad accelerare lo sviluppo della sua piattaforma per la mobilità urbana.

Scuter - sharing

Nata con l’obiettivo di ripensare gli spostamenti cittadini, Scuter ha progettato un veicolo elettrico cabinato a tre ruote dedicato allo sharing: un mezzo compatto, utilizzabile senza casco ma con un elevato livello di protezione e pensato per un utilizzo intensivo, che rappresenta il cuore di un ecosistema formato da tecnologia, software e gestione dei dati.

Scuter - sharing

Sul “banco prova” di Milano, il servizio pilota avviato nel novembre 2025 con una prima flotta di 200 mezzi ha raccolto oltre 15.000 installazioni dell’app e migliaia di utilizzi. I risultati della sperimentazione mostrano un potenziale significativo: fino al 50% di riduzione dei costi, tempi complessivi di viaggio e parcheggio ridotti del 70% e un taglio delle emissioni di CO₂ del 90% rispetto all’auto privata. Non ultimo, circa l’80% delle valutazioni degli utenti è stato pari al punteggio massimo di 5/5.
Oggi la sfida non è più dimostrare che il sistema funziona o piace agli utenti, ma renderlo scalabile e costruire il successivo livello tecnologico – dice Gianmarco Carnovale, cofondatore e CEO.

Scuter - sharing
Gianmarco Carnovale, cofondatore e CEO.

La strategia di crescita prevede, infatti, lo sviluppo di flotte dedicate per il private sharing, formule di franchising per lo sharing pubblico e nuove collaborazioni industriali. C’è anche una nuova evoluzione tecnologica basata sull’intelligenza artificiale, con l’ambizione di trasformare questo tre ruote elettrico in un vero nodo intelligente della mobilità urbana del futuro. Ne vedremo ancora delle belle?

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