A casa di FIVE
© Marco Ghezzi – Francesca Caltagirone | A volte, oltre a parlare di un prodotto, occorrerebbe dare un’occhiata anche a ciò che gli sta dietro. Quel “dietro le quinte” appunto, spesso inosservato, ma che in realtà racconta molto del valore e della qualità di ciò che poi utilizziamo ogni giorno. Per questo siamo andati alle porte di Bologna, dove ha sede FIVE – Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici – realtà nata per riportare in Italia la produzione di veicoli leggeri elettrici, puntando su innovazione e sostenibilità.

Partita con le e-bike, l’azienda ha progressivamente ampliato la propria gamma, arrivando a un’offerta sempre più completa che include oggi anche la distribuzione e l’assistenza di scooter elettrici di diversi marchi. Fiore all’occhiello è lo stabilimento produttivo, moderno e ottimizzato dal punto di vista energetico grazie a un impianto fotovoltaico da 257.000 kWh annui e a una corretta gestione dei consumi.

Un risultato che rende FIVE il primo impianto italiano per la produzione di veicoli elettrici a due ruote energeticamente autosufficiente. Un modo concreto per ridurre l’impatto ambientale e dare un senso ancora più forte a ciò che viene prodotto.
CON NCS TURBO ALLA SCOPERTA DELLA BOLOGNA STORICA
Dalla Bologna industriale a quella storica il passo può essere breve se hai un valido compagno di viaggio e noi abbiamo fra le mani l’NCS turbo di NMOTO, uno dei brand di FIVE, di cui avevamo già testato il top di gamma, l’NCF S. Il “turbo” è sempre una categoria L3 ma si distingue per le dimensioni ancora più compatte, è più leggero (circa 100kg con le batterie) ed è ancora più votato all’utilizzo urbano. Dotato di due batterie al litio da 4,56 kWh totali permette un’autonomia massima di ben 120km, praticamente un record per questa categoria, che elimina qualsiasi preoccupazione da ricarica, nell’uso urbano.

Appena saliamo in sella apprezziamo la buona ergonomia: la seduta è comoda e spaziosa, anche con il passeggero e la posizione naturale, con una pedana ampia e piatta, che lascia parecchio agio ai piedi e all’occorrenza consente di trasportare una borsa o altri oggetti. Fra l’altro il gancio sullo scudo è una sorta di “terza” mano, provvidenziale in molte occasioni. Insomma, già al primo approccio è uno scooter che fa venire voglia di sfidare il traffico.

Partiamo con un’idea precisa: intrufolarci e “perderci” piacevolmente tra le vie più antiche e suggestive del centro storico. Del resto lo scooter elettrico è davvero una soluzione ideale perché permette di muoversi in modo agevole e discreto, quasi stessimo passeggiando, senza rumore e gas di scarico, nel completo rispetto del tessuto urbano antico e delicato di una città come Bologna.
TRA ACQUE NASCOSTE ED ATMOSFERE MEDIEVALI
Il percorso ci porta in via Piella e parcheggiare con il “turbo” proprio davanti alla celebre Finestrella è un attimo!


Questa piccola apertura sia apre come per magia su uno scorcio sorprendente: il canale di Reno, residuo di una rete idrica medievale che un tempo attraversava tutta la città. L’acqua che scorre tra gli edifici affacciati sul canale crea una cartolina dall’improbabile atmosfera veneziana. Ripartiamo per via Albiroli, poi via Carbonara e via Sant’Alò, dominata dall’alta Torre Prendiparte.

Fra queste strade sempre più strette, a volte poco più che vicoli, l’NCS turbo mostra tutta la sua maneggevolezza sgusciando con estrema disinvoltura. Le ruote da 12 pollici sebbene garantiscano agilità, soffrono un po’ di precisione quando l’asfalto diventa sconnesso o lascia il posto a pavè e lastricato. La risposta del motore è ovviamente immediata, fluida e senza strappi, perfetta per i continui stop-and-go a cui lo sottoponiamo. Sbucando in Via Rizzoli lo spazio si apre e ci troviamo nel cuore pulsante della città.

Da una parte Piazza Maggiore, sempre vivace, dall’altra le iconiche Torri di Garisenda e Asinelli dominano la vista con la loro imponenza. Le aggiriamo seguendo un anello fra viuzze scenografiche: Castel Tialto, San Vitale, Capraie e Calzolerie. Qui l’architettura racconta secoli di storia, con edifici medievali, portici e arcate che si susseguono creando giochi di luce e ombre.

Sono strade nate per la vita quotidiana, per il commercio, per il passaggio lento delle persone, e anche noi procediamo quasi a passo d’uomo, godendoci l’ambiente in punta di piedi. Anche questo è il fascino della mobilità elettrica. C’è un altro richiamo però a cui non sappiamo resistere, quello della vicina Salumeria Simoni, storica istituzione perchè non è solo una salumeria ma un pezzo di storia cittadina.


Vero punto di riferimento per chi cerca sapori inebrianti, fra salumi tradizionali, spicchi di parmigiano, distese di turtlèn e un’atmosfera che profuma di Bologna vera.
DAI PORTICI VERSO I COLLI BOLOGNESI
Riprendiamo il viaggio passando per via Castiglione, via de’ Chiari e via Cartoleria. Qui i portici diventano i protagonisti assoluti.

Bologna è famosa per i suoi portici, che si estendono per decine di chilometri e riconosciuti come patrimonio UNESCO.

Del resto non sono solo elementi architettonici ma veri e propri spazi di vita, perchè proteggono dalla pioggia e dal sole, favoriscono l’aggregazione e definiscono l’identità della città. Seguendoli ci lasciamo guidare gradualmente fuori dal centro storico, uscendo da Porta Saragozza e salendo verso il colle del Santuario della Madonna di San Luca.

Un tragitto che è tutta un’emozione, sia perché al nostro fianco scorre il portico più lungo del mondo, sia perché la salita si fa sempre più ripida, mettendo a dura prova lo scooter, gravato anche dal peso di due persone.

Il motore da 4,6kW del turbo però ce la mette tutta, con la potenza al livello maggiore e l’acceleratore al massimo riesce comunque a spingerci fino a 40 chilometri orari. In discesa invece, non essendo purtroppo previsto il sistema di frenata rigenerativa, dovremo spesso “attaccarci” ai freni per rallentare.

Infine, arrivati in cima, si aprono i Colli Bolognesi, fra natura, silenzio e un paesaggio completamente diverso che sembra lontanissimo dal cuore della città. Un’altra meta per il nostro NCS turbo?
NCS TURBO IN SINTESI
Cosa ci è piaciuto:
• Il comfort per pilota e passeggero, con ergonomia corretta e sella ampia
• Il peso contenuto, fondamentale per muoversi in ambito cittadino
• L’autonomia fino a 120 km, per viaggi senza ansie
• La doppia batteria estraibile, pratica per la ricarica domestica o ovunque ci sia una presa da 220V.
• L’ampio spazio sottosella che permette di riporre anche un casco
• L’ottima maneggevolezza
• La presenza dell’app LNGO intuitiva e ben realizzata, offre la navigazione integrata, il controllo della batteria, la diagnostica del veicolo e tutte le informazioni sullo stato di funzionamento. (L’app è la stessa per tutti i veicoli NMOTO, qui in dettaglio)
Cosa non ci è piaciuto:
• La mancanza della frenata rigenerativa
• Le ruote da 12 pollici, più tipiche per veicoli della categoria L1


NCS turbo è commercalizzato da FIVE al prezzo di listino di € 4.249 (incentivi esclusi)
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