Viaggio di terra e d’acqua
© Marco Ghezzi – Fabrizio Tiriolo | A volte uno stesso luogo può essere vissuto in modi completamente differenti, regalando in questo modo sensazioni nuove, punti di vista diversi e scorci inaspettati. È proprio da questa idea che nasce il nostro itinerario lungo la sponda orientale del Lago Maggiore, da Sesto Calende a Laveno. Non il solito “giro sul lago” ma venti chilometri “liquidi” su un gommone elettrico e poco più di settanta sulle stradine secondarie con la Ford Capri. Un viaggio vissuto tra terra e acqua, inseguendo il piacere di una mobilità completamente elettrica.


AVANTI TUTTA
Punto di partenza è Marina di Verbella, area all’interno dell’oasi Naturale protetta del Parco Naturale del Ticino ideale per rilassarsi, fare diverse attività e dotata di numerosi servizi, fra cui stazioni di ricarica in DC per le imbarcazioni e AC per le auto. Ad attenderci c’è il SeaDog, gommone elettrico dei cantieri VITA YACHTS, che sulla carta promette molto: 126kW (170HP) di potenza di picco, batteria da 63kWh e 30 nodi di velocità massima.

Salutiamo la Capri che prosegue via terra e usciamo lentamente dalla Marina. 5 nodi è la velocità permessa ma appena superiamo l’area protetta Michele, il nostro “capitano” punta la prua verso Angera, ed inizia il divertimento! Manetta avanti tutta e subito il motore elettrico spinge deciso, corposo, però senza quasi farsi sentire. Dieci, quindici, venti nodi… la prua s’impenna e in pochi istanti siamo già a velocità sostenuta.

Il rumore del vento sovrasta quello della meccanica e ci divertiamo a spingere al massimo, fino a trenta nodi, stabilizzandoci poi intorno ai venticinque, con l’aria fresca della primavera che sferza il viso e gli spruzzi d’acqua che ci avvolgono.


BELLEZZE DI LAGO
Ai lati scorrono veloci paesi adagiati sulle rive e baciati dal sole, con le facciate colorate che si riflettono sull’acqua. È uno di quei momenti in cui non sai dove guardare: tutto intorno è movimento e quiete allo stesso tempo.

Mentre l’acqua scorre veloce sotto lo scafo, ecco delinearsi sempre più la Rocca di Angera. Imponente, scenografica, domina il lago e il porticciolo dall’alto del suo promontorio. Vista dall’acqua ha qualcosa di ancora più suggestivo.


Proseguendo l’entusiasmo della corsa si somma alla bellezza del paesaggio. All’orizzonte, le cime ancora innevate fanno da cornice a uno scenario da urlo. Il contrasto tra l’azzurro del lago, il verde delle rive e il bianco delle montagne è semplicemente incantevole. Navigare su un gommone elettrico avvolge tutto questo in un’atmosfera ancora più speciale. Il rumore è ridotto al minimo, non ci sono gas di scarico e l’esperienza diventa incredibilmente “pulita”.

Fermandoci percepiamo ancora più la differenza: il silenzio è immediato, pieno, avvolgente. Rimani lì, circondato solo dai suoni naturali del lago e capisci che “l’elettrico” è il modo migliore di viaggiare, anche sull’acqua. Superata Ispra arriva uno degli incontri più attesi: il Monastero di Santa Caterina del Sasso, la costruzione forse più scenografica di tutto il Lago Maggiore.

Arroccato sulla parete rocciosa, sembra sfidare la gravità. La sua storia risale al XIII secolo, quando un mercante, sopravvissuto a un naufragio, fece voto a Santa Caterina e si ritirò qui come eremita costruendo una prima cappella. Da allora, il complesso si è ampliato fino a diventare uno dei simboli del lago. Visto dall’acqua è ancora più spettacolare: le arcate, le terrazze, il campanile e i muri aggrappati alla roccia a picco… tutto contribuisce a creare un’immagine davvero unica.

L’ultima tappa èil grazioso borgo di Laveno, dove arriviamo quasi al limite, con la batteria al 4%, ma del resto non ci siamo risparmiati in velocità e sprint. Nessun problema comunque, perchè una provvidenziale colonnina da 60kW in DC, una delle tre installate (per ora) da Aqua superPower sul lago Maggiore, è pronta a ricaricarci.

L’INCONTRO
In bella mostra sulla riva nella sua splendente livrea bianca c’è anche la Ford Capri, sorniona e pronta a riportarci a viaggiare sulla terraferma. E’ arrivata prima lei, consumando una manciata di kWh.

Il nostro driver ci confessa che è stata una partner ideale: il grande comfort a bordo, insieme a una guida fluida e silenziosa hanno reso puro piacere seguire le stradine minori che si snodano lungo la costa.

Oggi la tecnologia della mobilità elettrica, siano auto o gommoni, permette di realizzare in tutta scioltezza qualsiasi tipo di viaggio, che non diventa solo spostamento ma un modo diverso di vivere il territorio: più consapevole, più intenso, splendidamente appagante.

“VITA” ELETTRICA
Non potevamo rientrare alla base senza prima mettere piede in un altro luogo interessante. Siamo a due passi da Cittiglio dove sorge il Cantiere nautico di VITA YACHTS, una realtà giovane e motivata con una missione precisa: ridurre l’impatto della nautica sull’ambiente portando sull’acqua la rivoluzione elettrica.


L’idea non è solo di costruire barche – ci racconta Michele Genovese, Country Manager Italy. L’obiettivo è creare un ecosistema integrato capace di accelerare la transizione verso una navigazione a zero emissioni. Le divisioni del gruppo comprendono imbarcazioni elettriche ad alte prestazioni ed integrazione dei powertrain (VITA YACHTS), sistemi di propulsione elettrica marina ad alta potenza (EVOY) e le prime moto d’acqua e motoslitte elettriche prodotte in serie al mondo (TAIGA). Il tutto supportato dalla prima rete globale di ricarica rapida per il settore marino (Aqua superPower).


Il cantiere è una vera mecca per gli appassionati di nautica e di motori, dove le imbarcazioni ben allineate nei vari stadi di lavorazione permettono di capire come sono fatte e la tecnologia che le caratterizza. In un angolo vediamo troneggiare addirittura un fuoribordo da 300HP, un concentrato di tecnologia che è uno spettacolo.

Qui prendono vita i Seal e i SeaDog, gommoni pensati sia per uso professionale sia da diporto, capaci di superare i trenta nodi e di ricaricarsi in un’ora.

Imbarcazioni che vanno forte quanto o più di quelle tradizionali, ma senza rumore, senza vibrazioni e senza emissioni. Più che un cantiere ci piace pensarlo come il laboratorio di un futuro che in fondo è già realtà.
FORD CAPRI, IERI E OGGI
La Ford Capri fu lanciata nel 1969 come una coupé sportiva pensata per offrire stile e prestazioni sportive, ispirata alla Mustang ma adattata al mercato europeo. Ebbe grande successo grazie al design particolare e alla vasta scelta di motori: dai V4 iniziali, fino ai potenti V6 da 2.0 a 3.0 litri.

Le versioni più celebri furono quelle ad alte prestazioni come la 2.8 Injection – 160 CV, 0–100 km/h in 7,5 secondi e una velocità massima di circa 210 km/h – che rese la Capri un’icona tra le sportive popolari degli anni ’70 e ’80. Il mercato dove fu più apprezzata fu il Regno Unito, dove la Capri fu percepita come una vera sportiva e rimase molto amata anche dopo la fine della produzione.
La nuova Ford Capri di oggi è un modello full electric che riprende il nome della celebre sportiva, ma con carrozzeria più simile a un SUV coupé. La versione che abbiamo guidato è la Extended Range RWD dalle prestazioni piuttosto stuzzicanti: 286 CV, da 0 a 100 km/h in 6,4 s, autonomia WLTP fino a 600 km. Ricarica rapida 10–80 % in circa 28 minuti con DC veloce.

Utilizza la stessa piattaforma, motore e tecnologia dell’Explorer e anche gli interni sono praticamente identici. A differenza spicca il tetto panoramico in vetro che dà all’abitacolo tanta luminosità e un grande senso di immersione nell’ambiente.

Inoltre, è 16 cm più lunga, ha un assetto più sportivo e un bagagliaio più capiente, di circa 570 litri. Sul nostro percorso di 200km (metà autostradale e metà strade provinciali) abbiamo riscontrato un consumo medio di 15 kWh/100 km che porta ad avere un’autonomia reale di 550km
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(Ringraziamo la concessionaria Gruppovis per il supporto automobilistico)