Wayel W1 Max, carattere da city explorer
Leggero, agile, dalle dimensioni contenute ma al tempo stesso accogliente e confortevole. Si chiama W1 Max ed è il nuovo scooter prodotto da Wayel, marchio italiano della mobilità elettrica appartenente al gruppo FIVE, Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici, una realtà industriale con sede a Bologna, specializzata nella produzione di veicoli elettrici urbani. Lo abbiamo avuto “fra le mani” in anteprima e vi raccontiamo come va, in attesa della commercializzazione prevista nei prossimi mesi.

W1 Max è uno scooter dal carattere sbarazzino, un “cinquantino” facile e intuitivo da condurre che rappresenta una soluzione ideale per gli spostamenti di tutti i giorni, dal tragitto casa-lavoro alle commissioni in città, quando serve un mezzo pratico, maneggevole e capace di districarsi senza stress tra le vie cittadine.

Proprio per queste caratteristiche il Wayel W1 Max può diventare anche un vero “esploratore urbano” e così abbiamo pensato di portarlo a fare un tour un po’ particolare, intrufolandoci nelle vie più piccole e storiche di Milano, per scoprire dei passaggi spesso poco conosciuti, che raccontano la città più antica, a pochi passi dalle strade più frequentate.

Il percorso inizia nel quartiere di Brera, uno dei luoghi dove è più facile percepire la Milano storica. Pochi metri e subito svoltiamo in Vicolo Ciovasso e poi in Vicolo Ciovassino, due passaggi strettissimi che sembrano calarci direttamente nel Medioevo. Il W1 Max ci permette di gustare queste stradine, davvero strette e irregolari; è agile, leggero e lo guidiamo con piacevole disinvoltura. Solo la sospensione anteriore mostra un pò di sofferenza, con risposte piuttosto secche mentre affrontiamo le sconnessioni di una pavimentazione che è ancora in pietra e ciottoli, ma del resto siamo in una situazione un pò limite. Intanto intorno a noi antichi palazzi e dettagli architettonici ricercati raccontano una Milano molto diversa da quella moderna.

Il nome “Ciovasso” per esempio pare derivi da un termine medievale che indicava proprio una piccola via secondaria. Un tempo affollata di botteghe e di vita quotidiana, oggi è un luogo tranquillo dove con il W1 Max entriamo comodamente e in “punta di piedi” rispettandone l’atmosfera calma e silenziosa.

Da Brera, ci spostiamo verso la zona più antica della città, conosciuta come le Cinque Vie e considerata il cuore della Milano medievale. Qui percorriamo via Santa Marta, una strada tortuosa che ha mantenuto l’andamento irregolare delle vie medievali.

Muovendoci al passo lento che ci permette lo scooter elettrico, quasi stessimo passeggiando, possiamo apprezzare i portali in pietra, i cortili interni e alcuni palazzi che risalgono al Rinascimento. Per secoli questa via è stata un luogo di lavoro per artigiani e piccoli commercianti e ancora oggi mantiene un’atmosfera suggestiva.


All’angolo c’è Via del Bollo, corta ma ricca di storia. Il nome risale al periodo della dominazione spagnola, tra Cinquecento e Seicento, quando qui si trovava l’ufficio dove venivano applicati i bolli fiscali sui documenti ufficiali. All’epoca Milano era una città amministrativa molto importante e in queste vie passavano mercanti, funzionari e notai. Dribblare nel traffico, sempre piuttosto congestionato in questa parte di Milano, con il W1 Max diventa un gioco divertente e in breve raggiungiamo una delle vie più minuscole ma anche più curiose della città, via Bagnera.

Strettissima, quasi nascosta, con il sole che la illumina a fatica, il suo nome è entrato nella storia milanese per un episodio dai toni “noir”.

Nell’Ottocento qui abitava Antonio Boggia, considerato il primo serial killer italiano. Alcuni dei suoi delitti avvennero proprio in questa strada, che è rimasta famosa nelle cronache della città. Oggi è tranquilla e quasi anonima, ma conoscere questa storia le dà un fascino piuttosto misterioso.

Entriamo poi in via Brisa, dove si possono vedere i resti del palazzo imperiale romano, costruito quando Milano era la capitale dell’Impero romano d’Occidente tra il III e il IV secolo. Sono muri e fondamenta che hanno quasi duemila anni e ricordano quanto fosse importante la città in epoca romana.

Il nostro percorso termina nell’elegante via Gorani, che conserva uno dei rari esempi di architettura nobiliare medievale rimasti in città. E’ Casa Gorani, un palazzo del Quattrocento che apparteneva a una delle famiglie nobili milanesi. Accanto al palazzo si vede ancora una torre medievale, una delle poche sopravvissute alle trasformazioni della città.

La zona fu pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, ma alcuni edifici storici sono stati recuperati e oggi raccontano ancora un pezzo importante della Milano rinascimentale.

Insomma, la storia di Milano non si trova solo nelle grandi piazze o nei monumenti più famosi. Spesso è nascosta nelle vie più strette, in quei passaggi quasi invisibili sulla mappa ma che custodiscono secoli di vita quotidiana, di arte e anche di storie curiose. Percorrerle in sella a uno scooter managgevole come il W1 Max è stato un modo perfetto per scoprirle con calma, infilandosi nei vicoli con disinvoltura, fermandosi in un attimo per ammirare i dettagli e apprezzando la città da una prospettiva completamente diversa.

WAYEL W1 MAX IN DETTAGLIO
Se le prestazioni sulla carta, in termini di potenza e velocità, sono quelle di un “cinquantino” (2kW, 45km/h max e categoria L1e) quando sali l’abitabilità ed il comfort danno la sensazione di essere su un veicolo decisamente più importante. La pedana dalla forma regolare e piuttosto spaziosa e la sella lunga e leggermente rialzata nella parte posteriore, pensata per ospitare comodamente anche un passeggero, fanno sentire subito ben inseriti nel veicolo e a proprio agio. Dietro la sella è presente un comodo maniglione in metallo che funge sia da appiglio per il passeggero sia da supporto per eventuali accessori o bauletto.


Lo scooter presenta linee pulite e nette che insieme alla verniciatura in nero lucido gli danno un aspetto piuttosto elegante. Ci sono piaciuti in particolare il manubrio in tubolare metallico a vista, che fa tanto “moto” e il gruppo ottico posteriore a led che da un tocco decisamente moderno.


Wayel W1 Max è mosso da un motore brushless da 2kw di potenza integrato nella ruota posteriore che oltre alla velocità Codice, limitata a 45km/h, permette di affrontare pendenze del 25% . I livelli di potenza disponibili sono i classici Eco, Standard e Sport, facilmente selezionabili dal comando al manubrio.


Il sottosella ospita una batteria agli ioni di litio da 1.4 kWh che utilizza celle LG o Samsung e come abbiamo verificato nel corso del test consente un’autonomia reale sui 50km, in linea con l’ottica di un utilizzo esclusivamente urbano.


Per chi avesse particolari esigenze di autonomia è possibile stivare una seconda batteria di scorta nell’apposito alloggiamento sottosella, che diversamente rimane come spazio a disposizione per il carica batterie o piccoli oggetti. Sullo scudo si trova una piccola tasca portaoggetti e una presa per la ricarica dello smartphone. Pregevole la presenza del cavalletto laterale e del centrale, un’accoppiata difficile da trovare di serie, anche su scooter e moto di costo maggiore.

Il Wayel W1 Max si presenta in sostanza come uno scooter moderno e di buona fattura e, in particolare, ci fa piacere notare come motore e batteria, che sono poi il cuore della scooter, siano costituiti entrambe da componenti di elevata qualità, sottolineando la volontà di offrire un prodotto affidabile e curato per la micromobilità urbana.
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