EXPLORER e NOMAD delle nevi
© Marco Ghezzi – Fabrizio Tiriolo | In Italia esiste un vero paradiso della motoslitta e si trova a Madesimo. Un luogo unico nel suo genere, con chilometri di piste dedicate che si snodano fra le montagne, disegnando itinerari avvincenti e spettacolari attraverso scenari alpini grandiosi. E’ un’occasione stuzzicante e diversa di godere la montagna da non lasciarsi sfuggire ma che, al tempo stesso, vogliamo vivere interamente all’insegna della mobilità elettrica. Un “dalla strada alla neve” fra potenza, fluidità e silenzio.

Per questo il viaggio lo iniziamo a bordo di un prestante Explorer, il SUV full electric di Ford, che sulla tortuosa salita verso Madesimo diventa subito protagonista. Certo, questa è una strada che fa ingolosire ogni motociclista, fra serpentine da urlo e tornanti spettacolari ma l’Explorer ce la sta mettendo tutta per farsi apprezzare: un abitacolo molto confortevole, una corposa “cavalleria” (286CV) sempre pronta a spingere con fluidità, supportata dalla precisione e dalla stabilità della trazione posteriore e infine un’ottima maneggevolezza sulle curve, grazie a un raggio di sterzo particolarmente contenuto. Un mix che ha reso questa salita su quattro ruote un’esperienza davvero piacevole ed appagante.

Raggiunto la base del Team Adventure Madesimo, l’Explorer cede il passo alle Nomad, motoslitte elettriche prodotte da Taiga Motors. “Mostri” da 90kW di potenza e 100km di autonomia, nati per i grandi spazi del Canada ma in realtà piacevoli da guidare anche su quelli più tortuosi delle Alpi, grazie alla progressione della propulsione elettrica.

Le escursioni sono guidate e con noi c’è Andrea, del Team Adventure Madesimo tour operator specializzato con una vasta flotta di motoslitte tradizionali. Ci fa piacere notare come recentemente Team Adventure abbia strizzato l’occhio alla mobilità elettrica, dotandosi di ben quattro Nomad, a conferma di un crescente rispetto della montagna e attenzione all’ambiente.

IMMERSI NEL CANDIDO, CURVA DOPO CURVA
Difronte a noi la “strada” diventa subito un candido tappeto. Ampio, ben tracciato ed esclusivo per le motoslitte, dove ci lasciamo andare al ritmo del percorso: saliscendi continui, curve che si inseguono lungo i pendii ammantati, derapate, tratti veloci alternati a passaggi più tecnici. Insomma, un vero spasso!

Del resto condurre queste Nomad è piuttosto semplice nonostante la mole e la potenza, perchè la spinta è sempre corposa ma progressiva e rimane ben dosabile lavorando di solo acceleratore.

La guida diventa così un gioco entusiasmante e solo nei tornanti più stretti dobbiamo insistere un pò di braccia e spostare il corpo all’interno della curva per indirizzare bene i pattini.

In più, nessuno scarico e nessun rumore se non lo scorrere dei cingoli, ci fanno sentire completamente immersi in questo ambiente ovattato e puro. Il bello è che mentre ti diverti, lo sguardo s’incanta difronte a un paesaggio da fiaba.

Dall’alto di un cucuzzolo della Cava, uno dei punti più panoramici del percorso, ci fermiamo ad ammirare la vallata che si apre ampia e luminosa sotto di noi: per un attimo abbiamo la sensazione di poter abbracciare il mondo.

Ripartiamo e dopo un’altra manciata di curve, appare il Lago di Montespluga. Trasformato in una distesa bianca e immobile, incastonata tra montagne maestose, regala un colpo d’occhio davvero mozzafiato.

Ci fermiamo ancora e il silenzio è totale, profondo, avvolgente. Senza il rumore dei motori tradizionali percepiamo soltanto il vento leggero e il respiro della montagna. È una sensazione intensa di libertà e di immersione assoluta nella natura.
SALIAMO AL PASSO DELLO SPLUGA
Proseguiamo lungo quella che normalmente è una strada per le auto e che d’inverno diventa una pista, con tanto di neve che supera il guard rail. Raggiungere il Passo dello Spluga in queste condizioni è una sensazione particolare.

Ricordo ancora quando percorsi queste stesse curve divertendomi a pennellarle, cercando la traiettoria migliore in sella a una Energica EsseEsse9. Ora invece è tutto un gioco di manubrio, movimenti del corpo, derapate, accellerate e guida in piedi. Una sorta di candido e soffice “off road” tremendamente divertente. L’arrivo al Passo non è solo raggiungere un punto geografico, ma una sensazione di conquista. Abbiamo percorso circa 25 chilometri, che sulla neve non sono pochi.

Ci guardiamo intorno e tutto è bianco, luminoso, silenzioso. Le motoslitte elettriche si fermano e ci rendiamo conto di aver vissuto qualcosa di speciale, un’escursione dove la tecnologia elettrica ha permesso di entrare ancora più in sintonia con la montagna, fra potenza e rispetto, adrenalina e quiete.

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IN VIAGGIO CON EXPLORER
Abbiamo guidato il Ford Explorer Premium da 77kWh Extended Range e 286 CV a trazione posteriore e, fin dai primi chilometri, ci ha conquistato per il comfort. È una di quelle auto in cui si sta bene subito: abitacolo spazioso, atmosfera accogliente e una sensazione generale di relax che accompagna anche nei viaggi più lunghi.

Le sospensioni fanno davvero un buon lavoro, perché assorbono bene buche e irregolarità dell’asfalto. All’interno, lo sguardo cade subito sulla plancia dominata dal grande display centrale. È ampio, ricco di informazioni e permette di gestire molte funzioni tramite comandi touch. È senza dubbio uno degli elementi più caratteristici del design interno e dà all’ambiente un’impronta moderna e tecnologica.

Alla guida ci ha sorpreso il raggio di sterzo molto contenuto, che rende l’auto agile e facile da gestire, soprattutto quando la strada si arrampica in montagna tra curve e tornanti. La spinta dei 286 CV si sente, ma arriva sempre in modo fluido e ben controllabile.

La trazione posteriore contribuisce a una guida stabile e piacevole anche nei tratti più tortuosi. Buoni anche i consumi: durante la nostra prova abbiamo registrato una media di circa 17 kWh per 100 km. Lo abbiamo rilevato su un percorso di circa 300 km: metà su strada veloce percorsa tra i 90 e i 110 km/h e il resto tra salita e discesa verso Madesimo.Il picco massimo è stato di 21.8 kWh sulla ripida salita per Madesimo. L’unica cosa che ci ha lasciato un po’ perplessi è il sistema di recupero dell’energia in frenata. Non è regolabile e non consente una vera guida “one pedal” come ci si aspetterebbe da un’elettrica di questo tipo. In discesa, infatti, il recupero non è mai completo e spesso bisogna usare il freno più di quanto vorremmo. Nel complesso, però, ci è sembrata un’auto equilibrata, facile da vivere tutti i giorni e molto piacevole da guidare. (Ringraziamo la concessionaria Gruppovis e Fondazione eV-Now! per il supporto)