Luberon, bella scoperta!
Affacciati sul balcone naturale di Rocher Bel Air ammiriamo l’incantevole vista che si apre su Gordes, arroccato sulla cima di una collina, con le sue candide casette in pietra strette intorno all’antico castello. Gordes è uno dei Villages Perchés, i villaggi arroccati, deliziosi borghi che caratterizzano il territorio del Luberon diventando una vera e propria attrazione, ma non l’unica.

Questa zona della Provenza offre un concentrato di bellezze, da scoprire a ritmo lento, lasciandosi sorprendere dalla natura che diventa protagonista con i paesaggi selvaggi del Parco Naturale del Luberon e dei Monts de Vaucluse. Percorrendo stradine solitarie tracciate fra falesie calcaree, che si stringono fino a formare scenografiche gole e canyon. Passeggiando fra i colori accesi delle terre d’ocra, incredibile quadro naturale dalle infinite sfumature di giallo, arancione e rosso. O ancora immergendosi in ambienti creati dall’uomo, come le miniere, i cui tenebrosi cunicoli si perdono nelle viscere delle montagne. Insomma, il Luberon è una bella scoperta che davvero tocca il cuore.

Le nostre moto elettriche, una Experia e una EsseEsse 9 sono cariche e con loro vivremo il piacere di viaggiare elettrico, in modo sostenibile ed emettendo solo un sibilo, nel rispettoso silenzio delle magiche atmosfere di questo territorio, vivendo quella sensazione speciale di ancora maggiore immersione nella natura e nei luoghi attraversati. I tortuosi percorsi montani e le stradine che attraversano campagne e villaggi, costituiscono lo scenario ideale dove la moto elettrica può esprimere al meglio le sue potenzialità.

Oppede Le Vieux è il primo villaggio “perchés” sulla nostra strada e ci accoglie con la vista delle antiche abitazioni, costruite a ridosso delle falesie calcaree o nascoste fra la vegetazione. Il paese si visita solo a piedi e i nostri passi risuonano lungo le vie lastricate, negli angusti vicoli e fra i muri delle case in pietra, mentre proseguiamo avvolti da un’atmosfera magica, sentendoci come sospesi nel tempo.

Ciò che apprezziamo è di non trovarci in un museo all’aperto ma in un paese vero, abitato e vivace, dove la vita quotidiana scorre con ritmi pacati. Pochi chilometri e raggiungiamo un altro luogo davvero particolare, il Village des Bories. Splendido esempio di architettura con muri a secco, tipica di questa zona, i “bories” sono capanne di diversa grandezza, edificate impilando abilmente le pietre.

Mentre ci muoviamo fra case, stalle, granai e forni per il pane ci pare incredibile che queste antiche costruzioni mantengano le loro forme perfette, sfidando il tempo con il solo incastro delle pietre. La stessa tecnica utilizzata nei muretti che s’innalzano come suggestivi tunnel lungo le stradine nei dintorni di Gordes, il più noto e scenografico dei “Perchés”.

Il fascino di questo villaggio e il suo passato li viviamo passeggiando nel dedalo di viuzze e vicoli, immaginando lo scorrere della vita quotidiana che per secoli ha animato il borgo. Entrando dalla Porte de Savoie, unico stretto punto di accesso nel medioevo, risaliamo dal quartiere di Fontaine Basse, dove si veniva a lavare i panni per raggiungere la caratteristica fontana della piazza Pantaly. Luogo centrale della vita di Gordes perché rappresentò, addirittura fino al 1956, l’unico punto di accesso all’acqua potabile, per tutta la popolazione. Da Gordes la strada sale fra ampi panorami, per poi trasformarsi in una vertiginosa balconata affacciata sulla stretta valle in cui spicca l’abbazia di Senanque.


Abitata ancora oggi una comunità di monaci è un luogo mistico, immersa nel silenzio e circondata da campi di lavanda, coltivati dagli stessi monaci, che durante il periodo della fioritura offrono uno spettacolo di colori e profumi imperdibile. Le belle curve della salita al Col de trois Termes sono l’occasione per dare un po’ sfogo alle nostre moto elettriche che ci assecondano con una guida entusiasmante, grazie a un motore dall’erogazione sempre pronta, grande maneggevolezza e ottima tenuta di strada.

Quando entriamo nella Combe de Murs, una stretta gola dove la strada prosegue tortuosa, fra pareti di roccia sempre più alte ed incombenti, solo il leggero sibilo del motore risuona al nostro passaggio, per poi perdersi fra le pieghe della montagna, facendoci apprezzare ancora una volta il fascino del viaggiare elettrico.


Al termine della Combe c’è Venasque, aggrappato su uno sperone di roccia bianca. Un villaggio tranquillo, con le viuzze dalle vivaci botteghe e il bel panorama che si apre verso i rilievi del Luberon. Un luogo ideale per fare il pieno di relax ma anche di energia. All’ingresso dell’abitato infatti, una stazione di ricarica fa bella mostra di sé; davvero una sorpresa in questo luogo antico ma del resto anche il segno di una nuova epoca che avanza.

Dalle candide pietre di Venasque passiamo ai paesaggi magici dell’Ocres du Luberon, un luogo unico in Europa. Lungo il Sentiero dell’Ocra, pinnacoli, formazioni rocciose e pareti di terra scavate dal vento e dall’acqua danno forma a uno scenario fantastico, soprattutto al tramonto, quando i colori si fanno sempre più di un rosso intenso.

L’ocra utilizzata come pigmento per svariati prodotti era conosciuta fin dai Romani ma lo sfruttamento iniziò solo verso il 1800. Le vicine miniere di Bruoux sono una testimonianza dell’epopea industriale durata più di un secolo, durante la quale i minatori, a forza di braccia e picconi, alla sola debole luce delle lampade a carburo scavarono più di 40 km di gallerie.

Un gigantesco labirinto sotterraneo e un altro luogo particolare del Luberon, da esplorare lungo i cunicoli che si perdono nell’oscurità, portandoci sempre più nel cuore della montagna e forse, anche nel cuore di Provenza.
VIAGGIARE ELETTRICO
Questo itinerario è stato un vero e proprio viaggio all’insegna della mobilità elettrica. In sella ai modelli EsseEsse9 RS+ ed Experia, entrambi della Casa modenese Energica, abbiamo vissuto un’esperienza full electric apprezzando ancora una volta tutti i vantaggi che questo modo di viaggiare offre: l’estrema semplicità nella guida ha amplificato le sensazioni e permesso di vivere con grande rilassatezza l’intero itinerario. L’assenza di calore e vibrazioni hanno reso le ore in sella ancora più confortevoli, mentre il limitato rumore delle due moto ha valorizzato la nostra immersione nelle atmosfere calme che caratterizzano questo territorio. L’autonomia di questi modelli è più che buona per un utilizzo turistico. Dotati di una batteria da circa 21 kw/h hanno permesso almeno 160 km di autonomia nelle condizioni più gravose – viaggiando costantemente a 120/130 km/h in autostrada – per poi sfiorare i 240 Km nell’utilizzo misto. In generale il consumo urbano si è attestato sui 7kw/h per 100km, quello autostradale a 11kw/h per 100 km e quello medio extraurbano a 9kw/h per 100 km. Valori che, occorre precisare, dipendono molto dallo stile di guida. Entrambe i modelli possono accettare anche la ricarica in AC e tramite la presa standard europea Combo 2 anche quella rapida in DC. Quest’ultima permette una ricarica da 0 a 80 % in meno di un’ora.

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